Un San Valentino folk

L’amore a tavola senza rose e cuori

Per capire lo spirito di questa tavola è giusto condividere con voi un po’ della nostra storia. Entrambe, sia io che Elisabetta, conosciamo i nostri mariti da una vita: io e Francesco ci siamo fidanzati al liceo e adesso abbiamo più di 30 anni suonati. La Betta e Daniele ci fanno concorrenza con un amore sbocciato tra i banchi dell’Accademia di Belle Arti a Firenze. Insomma, due amori di lunga data ma io personalmente non sono mai stata una grande romanticona, mai stata affezionata a cliché come regalini, rose e quant’altro. Ma da quando è nato picculin, San Valentino è un pretesto per dedicare una serata a noi, tra il trambusto del lavoro e i giocattoli da mettere a posto. Solo una cosa mi piace tantissimo di questo giorno: il rosso, ed Elisabetta mi ha proprio capito in pieno.

Anima creativa di queste Cirase, la Betta ha avuto l’ingrato compito di realizzare un’apparecchiatura che soddisfacesse tutte le mie burbere aspettative. Il focus sono stati i piatti, la collezione Folkware realizzata da Paola Navone per Manifattura di Laveno di Richard Ginori 1735. Ogni piatto ha un decoro diverso e per questa tavola sono stati scelti quelli sui toni del rosso, turchese e viola. E già qui, bye bye classico rosso e oro! Un calice RCR per fare un brindisi ai nuovi progetti della vita e un bel bicchiere rosso da acqua in pieno contrasto: tozzo e dalle linee artigianali.

La tovaglia, o meglio il runner in lino grigio Arte Pura di Fianco al Paradiso, è stata la scelta migliore per esaltare i toni freddi dei colori scelti. E poi il lino dà sempre quel tocco di romanticismo a tutto, con quello stile vissuto, sincero, ‘stropicciato’ come è la vita. Per completare l’atmosfera abbiamo chiesto in prestito alla suocera qualche candelabro antico d’argento e scelto candele rosse e viola in pendant con i piatti.

Per i fiori ci siamo affidate alle mani sapienti e delicate di Francesco, il nostro fioraio del cuore (il Fior Fiore ad Arezzo). Ci siamo presentate una domenica mattina di sole e abbiamo sentenziato: niente rose, un piccolo bouquet ma che fosse super cicciotto, piante grasse-grasse senza spine e un tocco di viola. Con una pazienza che pochi uomini la domenica mattina hanno, ci ha capito in pieno e ha realizzato questa delizia con ranuncoli rossi e Graptopetalum del Paraguay (bravi se riuscite a pronunciarlo al volo!). Noi abbiamo aggiunto un nastro di velluto rosso.

La Betta si è fatta portare a cena fuori e io mi sono goduta la serata con il marito, l’atmosfera giusta c’era perché abbiamo davvero staccato la spina e abbiamo rilassato lo spirito guardandoci alla luce debole delle candele.

E comunque, viva l’amore!

Alla prossima,

Marty e Betta

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