Dalla Carolina alla Toscana

Un’incursione americana su una tavola italiana

Gli americani mangiano male. Gli americani non tengono alla propria casa. Gli americani non si formalizzano. Chissà, noi in America ci siamo state da turiste e abbiamo visto un po’ di tutto: cestini di plastica per patatine fritte e panino con aragosta e piatti di porcellana Bone China per hamburger gourmet. Ma in fondo il fascino americano è proprio questo, una perenne contraddizione in termini espressa con la massima libertà. Ispirate da questa filosofia, abbiamo letteralmente fatto come ci pare e il risultato è riuscito.

Per il nostro bbq a tema, abbiamo provocato, e non poco, i nostri amici. Da toscane doc e d’adozione per noi le costolette sono il ‘costolliccio’, quello cotto sulla brace con giusto una ‘struffatina’ d’aglio sopra, come si dice dalle nostre parti. E che abbiamo fatto noi? Costolette super mega salsose, appiccicose, dolci e croccanti: le ribs. Bone eh, ma un putiferio per mangiarle. La salsina, rossa quasi tendente al nero, macchia come niente mai, essendo a base di paprika forte. Inutile proporre coltelli e forchette, vanno mangiate con le mani. Dettaglio che si traduce in una miriade di tovaglioli e nel terrore di dover fissare un appuntamento al buio con lo smacchiatore.

È nata così l’idea di questa apparecchiatura: doveva essere il più possibile usa e getta per non dover strofinare ore e ore piatti appiccicosi, doveva portare i nostri amici in un’atmosfera non so che di America e non doveva costare un patrimonio.

Iniziamo dai piatti: di plastica robusta, più adatti per la carne rispetto a quelli di carta, e di un diametro importante, 26 cm.  Questi in particolare ci hanno colpito anche per un altro motivo: ci hanno fatto pensare alle pie, le torte americane farcite e coperte di frolla con decori sul bordo. Colore? Bianchi, per forza.

Un solo comandamento per una tavola American style: rosso, bianco e blu.

Per evitare la pacchianata ci siamo tenute sull’essenziale: niente tovaglia a stelle e strisce, ma tovagliette composte da un tovagliolo rosso di stoffa (benissimo anche se di carta purché doppio velo!) e una pagina del New York Times. Un piccolo investimento (3,50 € per un quotidiano che neppure abbiamo letto), ma un tocco super in tema.

Perciò: bianco celo, rosso celo, un po’ d’inglese celo, mancava il blu e quindi, ecco trovato il colore dei tovaglioli. Abbiamo scelto quelli Ikea, che hanno il gran pregio di essere belli grandi così da piegarli comodamente, ma a livello di resistenza diciamo che abbiamo non poche riserve…

Infine i bicchieri. Chi l’ha detto che devono essere tutti uguali? Però un criterio di selezione ci vuole. Noi abbiamo amici amanti della birra e a loro abbiamo riservato dei semplici boccali Bormioli, per i patiti di Coca-Cola abbiamo usato i bicchieri messi da parte nelle varie incursioni ai fast food e per un tocco più country, perché pur sempre in campagna eravamo, abbiamo aggiunto dei tumbler, bicchieri bassi e tozzi, in smalto Falcon (è vero, la marca non è americana, ma a noi serviva il bianco e blu!).

Un’apparecchiatura, tuttavia, non è fatta di sole stoviglie. Il centrotavola doveva essere lo spazio da destinare alle stelle! Noi abbiamo trovato queste in legno e le abbiamo spruzzate di bianco, per poi utilizzarle come basi per le candele (perfetto se le avete rosse o blu!). Potete utilizzare qualsiasi stella troviate, purché bianca. Frugando nella credenza, Ikea ci è venuta di nuovo in aiuto con le bottiglie trasparenti da osteria. Le abbiamo riempite di acqua, dove avevamo diluito un pezzettino di acquerello rosso in una e blu nell’altra – a essere oneste credo che la prossima volta useremo i colori alimentari o le tempere -, abbiamo ritagliato strisce e stelle (stampate da qualsiasi immagine troviate online) e le abbiamo attaccate con una piccola goccia di colla a caldo sul vetro. Attente: o versate prima l’acqua colorata e poi attaccate, oppure, per evitare di bagnare la carta, vi consigliamo di rivestire la bottiglia con un po’ di pellicola trasparente che poi toglierete una volta versato tutto.

Parte integrante di questa tavola sono i condimenti. Un packaging bello, capace di creare un’atmosfera è una soluzione ottima per decorare la tavola. Avremmo potuto versare le salse in anonime ciotoline, ma una composizione così ha portato i nostri amici in America, li ha incuriositi e non è stato un oggetto d’intralcio a tavola. È vero, le salse Stonewall Kitchen non sono economicissime, ma noi le abbiamo realmente consumate durante la cena, perciò il costo lo abbiamo ammortizzato alla grande.

Infine, dovevamo sistemare cetriolini e salsa allo yogurt (che nessuno si è filato, sigh) e da convinte sostenitrici che ogni oggetto di casa possa fare parte di un’apparecchiatura purché serva a creare un’atmosfera conviviale, abbiamo recuperato due tazze country Ikea che abbiamo usato come salsiere. Allora, le salsiere vere hanno il pregio di essere un tutt’uno con il piattino e quindi non scivolano, mentre queste no, ma non è stato un problema: gli stecchini con bandierina americana hanno risolto ogni impiccio. Sono questi piccoli dettagli a completare un quadro d’insieme.

Gli amici si sono divertiti, hanno vissuto un momento diverso, si sono calati in una parte e hanno fatto fuori non sappiamo neanche noi quante costolette. A fine serata, tutto in una busta e via. Non ce ne vogliano gli ambientalisti, ma tra detersivo, ammollo e risciacquo non avremmo comunque fatto un favore al pianeta.

Cosa abbiamo imparato da questa incursione americana? La tavola può essere ben apparecchiata anche con poche cose usa e getta e riciclate, purché l’atmosfera sia quella giusta!
Enjoy

Alla prossima

Marty & Betta

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